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Ebook: segnali dal presente

In queste ultime settimane il mondo degli ebook è stato in continuo fermento. Diversi accadimenti recenti confermano che il libro digitale sta raggiungendo la propria maturità e conquistando sempre più lettori fidelizzati, da prodotto di nicchia destinato esclusivamente agli early adopters qual era.
La prova arriva da una costellazione di notizie, un insieme di segnali dal futuro... che forse sarebbe più corretto definire segnali dal presente, vista la crescita impetuosa del settore. 
Il primo di questi riguarda un annuncio risalente agli ultimi giorni del maggio scorso. Amazon Italia ha riferito che il titolo Inferno di Dan Brown ha venduto per la prima volta in un solo giorno più copie digitali di quelle cartacee.
Prima di meravigliarsi troppo, occorre contestualizzare. È vero che stiamo parlando delle vendite digitali di un libro rispetto a quelle fisiche, ma solo in riferimento a quelle effettuate sul sito di Amazon.it. Inoltre, a dare man forte alla distribuzione Kindle di Inferno è intervenuta una particolare scontistica della casa americana, provocando di fatto uno svantaggio per la corrispondente versione fisica.
Ciò non toglie che si tratta di un segnale importante, perché quello che è accaduto in questa sorta di esperimento non mancherà di attirare l'attenzione delle case editrici e degli operatori del settore. Anzi, sarà facile veder cogliere la palla al balzo da diversi emulatori, per tentare un lancio diverso dei propri titoli e cercare di scatenare contemporanemente il passaparola sul web.
Passando al mercato degli ebook più in generale, un altro dato interessante riguarda il numero di libri oggi disponibili per la lettura digitale rispetto a quanti erano presenti sugli scaffali virtuali circa 12 mesi fa. Da maggio 2012 a maggio 2013 gli ebook acquistabili da uno dei numerosi store digitali italiani sono più che raddoppiati, andando a coprire quasi il 10% di quelli a disposizione nelle tradizionali distribuzioni retail. Si tratta in questo caso di un segnale quantitativo più che qualitativo, ma che indica l'assestamento di un forte gruppo di lettori digitali, che in precedenza poteva solo essere ipotizzato.
Nonostante ciò, la strada è ancora lunga da percorrere. Se consideriamo che i lettori digitali in Italia sono circa il 3% dell'intero parco fruitori e confrontiamo il dato con gli altri Paesi (Usa, GB, ma anche Francia e Germania), capiamo quanta resistenza sia ancora presente sul campo. Volendo vedere  il dato da un'altra prospettiva e tenendo conto di quanto emerso finora, potremmo affermare che per gli scrittori digitali la strada sembra comunque promettente, visto che permane ancora moltissimo spazio di crescita.
Infine, l'ebook è entrato ufficialmente nella seconda prova di maturità 2013, in particolare quella assegnata ai maturandi del Liceo Linguistico. Il titolo da svolgere riguardava il concetto di capolavoro in letteratura e come questo possa sopravvivere ai tempi della lettura digitale. Non riapriamo qui questo discorso (già affrontato con molti strascichi e non poche polemiche in uno dei post precedenti). Il tema fa comunque riflettere i ragazzi sui risvolti del nuovo modello distributivo elettronico, ribadendo contemporaneamente il segnale agli addetti del settore. Sono ancora troppi i professionisti incerti rispetto ad una vera e propria integrazione sinergica del proprio modello di business, soprattutto riguardo le nuove opportunità offerte dall'integrazione della lettura tradizione e di quella digitale. 

Ebook e Mercato Italiano: l'autosabotaggio continua

Prosegue l'opera di resistenza degli operatori tradizionali nel mercato degli ebook italiani; ne ho già parlato diverse volte all'interno di questo blog, ma l'argomento torna alla ribalta visto il forte crescere dell'editoria digitale all'estero.
All'inizio di questo mese è circolata la notizia di una sostanziale stagnazione del mercato degli ebook italiani rispetto a quanto sta avvenendo fuori dalle nostre frontiere. Ma ormai sono gli stessi paesi emergenti a farci concorrenza, se è vero che in Cina è esplosa la febbre per il libro digitale (più di 16 milioni di libri online nel solo 2010).
Quando si va alla ricerca delle cause, molte delle risposte fornite dagli stessi operatori sono piuttosto sconfortanti. La mancanza di titoli viene definita oggi come il principale problema del mercato degli ebook in Italia, mentre nulla si dice sui grandi errori di posizionamento per quanto riguarda le strategie di pricing. 
Non è raro notare molte novità editoriali in formato digitale con un prezzo simile o poco più basso della corrispondente edizione cartacea in libreria; con presupposti del genere, diviene evidente come il mercato degli ebook italiani non possa funzionare, sebbene siano ormai diffusi milioni di dispositivi pronti alla lettura di un ebook (cito i tanti iPhone e iPad contenenti software per la lettura di ePub, ma anche i tanti lettori con schermo e-ink ormai venduti nelle principali catene d'informatica e di elettrodomestici). Molto semplicemente, il sistema dei prezzi del mercato italiano degli ebook non è sostenibile.
Molte case editrici pensano di salvaguardare i propri fatturati tradizionali bloccando di fatto il nascere del nuovo mercato degli ebook, ma la conseguenza di questo atteggiamento miope sarà il diffondersi della pirateria assieme alla discesa in campo dei grandi player stranieri, quando ormai sarà troppo tardi per un'apertura del mercato da parte dei soggetti più piccoli. Così, mentre il sentimento di sconforto di chi vorrebbe acquistare gli ebook ad un prezzo sensato (proprio come avviene per gli acquirenti di ebook dei paesi anglosassoni) raggiunge il parossismo, il mercato italiano prosegue con il freno a mano tirato. In un momento in cui ci sarebbe bisogno di tutto, tranne che di restare fermi al palo.


Ebook & Ebook Lab Italia: la prima fiera dedicata agli ebook in Italia

In questi giorni si sta svolgendo a Rimini EbookLabItalia, la prima fiera tematica italiana dedicata al mondo degli ebook. Anche se non sono riuscito ad essere fisicamente presente a causa d'impegni pregressi, sto facendo il possibile per seguire l'evento, grazie alle opportunità di virtualizzazione offerte dal web.
Gli argomenti meritevoli di approfondimento sono davvero numerosi (ne parleremo prossimamente con dei post specifici), nel frattempo vi segnalo due interessanti link per essere anche voi presenti virtualmente, godendovi in pieno un'iniziativa così lodevole per il mondo dell'ebook:


Qui di seguito potete leggere il programma completo di Ebook Lab Italia:


Speriamo che  l'iniziativa di Simplicissimus contribuisca concretamente a smuovere i residui di contrasti e resistenze che ancora persistono contro l'adozione dell'ebook. Il pay off dell'evento: "il futuro dei libri, i libri del futuro" non può che essere ben augurante, sottolineando la ricchezza dei contenuti e la varietà delle tematiche trattate. Non mi resta pertanto che augurare una buona partecipazione a tutti!!

Ebook e autopubblicazione: in UK ecco l'autore da 13000€ al mese

Da oltremanica arriva un'interessante notizia a conferma del forte appeal guadagnato dall'autopubblicazione e dall'editoria digitale tra gli scrittori emergenti. Stephen Leather, autore indipendente, dopo un rifiuto da parte del proprio editore ha deciso di far tutto da solo pubblicando i propri romanzi nel circuito dell'Amazon Kindle. Il risultato? Ha scalato in breve tempo i vertici della classifica bestseller del portale online inglese, per un guadagno netto di circa 13.000 € al mese.
Il dato è indicativo per tutto il settore nascente dell'editoria digitale. Nello specifico, il vero vincitore non è solo l'autore ma l'ebook, che conferma così anche nel mercato europeo la propria maturità. Un formato di lettura in grado di poter realizzare importanti dati di vendita anche laddove manchi un forte filtro editoriale ed un orientamento alle vendite tipico del più classico e agguerrito reparto promozionale. 
Degna di nota è stata anche la strategia di marketing editoriale applicata dall'autore, basata in modo molto deciso sul prezzo d'ingresso, contenuto sotto la soglia psicologica della singola sterlina. Una strategia di pricing molto intelligente e forse mediata dal grande successo delle applicazioni a basso costo presenti nei nuovi mercati digitali (si pensi ai numerosi software dal prezzo d'ingresso aggressivo presenti nell'App Store di Apple). 
Successivamente, Leather si è affidato al marketing digitale per innescare il passaparola nel web e far conoscere la disponibilità dei propri romanzi nel Kindle Store.
Un comportamento da manuale di marketing, che ha permesso all'autore di conquistare letteralmente il mercato di riferimento, ottenendo importanti soddisfazioni non solo a livello economico ma anche di notorietà. D'altro canto, per i lettori di Rendite da Ebook, non c'è certo da stupirsi; al contrario penso che la relativa maturità guadagnata anche dal mercato italiano degli ebook ci regalerà presto casi simili in Italia. E forse il prossimo potresti essere proprio tu che stai leggendo!

L'editoria digitale italiana è falsa? Ebooks ed... F for Fake!

"Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario". G. Orwell

Ancora ebook, ancora un'editoria digitale allo stato nascente. Torno sul blog dopo una pausa dovuta agli impegni di lavoro con un breve riflessione, incalzata dall'ottimo articolo di Federico Bona presente sul numero di Gennaio di Jack, dal titolo "incroci vietati". Ora, benché ritenga possibile che le sincronicità junghiane siano sempre dietro l'angolo, trovo comunque singolare che le mie stesse intuizioni pervadano la mente di molti altri commentatori nel campo dell'editoria digitale.
Mi riferisco in particolare al modo in cui è stato progettato nel nostro paese il sistema dell'ebook, una pianificazione all'italiana che rappresenta un'ottima vetrina di branding per la maggior parte delle case editrici ma che allo stesso tempo sembra realizzata su misura per rendere la vita impossibile agli acquirenti di ebook.
Come non restare sbalorditi davanti ai sistemi esotici di DRM che vengono solitamente applicati agli ebook, dal più blasonato di Adobe sino a quello realizzato da chissà quale software house orientale, che effettivamente sembrano avere l'unico scopo di rendere la vita estremamente complessa all'acquirente onesto mentre una semplice ricerca su di un sistema peer to peer evidenzia liste infinite d'ebook in formato ePub senza alcuna protezione.
Chissà perché lo sguardo debba andare sempre alle poche case editrici indipendenti (un grande applauso alla Bruno Editore, che ha compiuto la scelta molto coraggiosa di liberare i propri ebook da qualsiasi protezione, dimostrazione della propria onestà ed attenzione verso il cliente). Allo stesso tempo, è quasi sconcertante notare come oltreoceano le cose funzionino diversamente. 
Negli Stati Uniti, quando si decide di applicare un drm, la compatibilità sull'hardware viene garantita direttamente dalla struttura di distribuzione: così accade che chi acquista un ebook da amazon non deve certo preoccuparsi di scaricare chissà quale drm di compatibilità per leggerlo sul proprio Kindle, sul PC, sul Mac, sul tablet o sull'iPad. 
Ed ecco che arriviamo al punto centrale della questione. Visto che l'ebook ha già dimostrato oltreoceano di essere un business che funziona e considerato che molte case editrici vogliono conservare il proprio sistema di distribuzione tradizionale più a lungo possibile, perché non creare un'architettura tanto complessa attorno all'ebook da renderlo inutilizzabile (neutralizzando al contempo anche i competitor stranieri che intendono sbarcare sul nostro territorio o le case editrici emergenti che hanno puntato con decisione sul mercato digitale)?
Un capolavoro alla Orson Welles degna del miglior F for Fake, se non fosse per un piccolo particolare: nell'era del prosumer e dell'impresa collaborativa (Fabris), i lettori non sono più avvezzi a seguire una logica esclusivamente marketing oriented... detto in parole chiave, per una volta a restare con il cerino in mano potrebbero non essere i lettori. E da buon lettore, non posso dire necessariamente che la cosa mi dispiaccia.

Gli ebook? Nessuna catastrofe, solo più libri!

Ebook, questo sconosciuto. Chi si aspettava grandi stravolgimenti o scenari apocalittici per il breve termine, probabilmente dovrà ricredersi. Il far web (consentitemi l'uso dell'espressione, dato che sono stato io a coniarla nel 2008 e ad utilizzarla per primo presso l'Ebaforum e nel mio libro sul Marketing 2.0) non significa la totale assenza di regole e dei ruoli fondamentali del settore, come alcuni vorrebbero suggerire. Non scompariranno gli editori, così come non si dilegueranno i  lettori e tanto meno gli scrittori. Piuttosto, si parla di un'evoluzione di queste figure che non tutti hanno riconosciuto a causa delle competenze di base limitate all'offline e del conseguente background mancante.
E' importante, in questo senso, riconoscere come ogni grande passaggio culturale non è mai del tutto sincronico, tanto meno può risultare totalizzante. La storia si nutre di grandi passaggi che possono essere riconosciuti solo a posteriori; oltre a ciò, permangono i retaggi delle culture precedenti. Mentre ci muoviamo verso l'epoca dell'editoria digitale, l'albero degli zoccoli sopravvive ancora nel nostro paese (Fabris).
Per comprendere quello che sta succedendo, occorre per prima cosa avere una sufficiente conoscenza della cultura web, perché le classiche logiche del libro e del contesto editoriale tradizionale mal si adattano ad una analisi di quanto sta avvenendo. L'assiologia della supremazia data al libro stampato incespica fortemente nei dati che ci vengono forniti in mercati più evoluti, attraverso logiche a cui l'editoria italiana sta tentando invano da troppo tempo di resistere.
Quando manca la cultura del web, si rischia così di usare meccanismi interpretativi errati e fuorvianti, compiendo errori piuttosto grossolani. 
Ecco allora che dopo i tanti al lupo al lupo!! urlati sinora nel settore come scusa per snobbare il fenomeno ebook, dai mercati più maturi giungono notizie al quanto inaspettate: "il libro non dovrebbe risentire di uno scenario simile a quello dell'industria della musica" (Bain & Company), Le monde. E non è tutto: se "per quanto riguarda la musica, la tecnologia digitale ha portato una crescita della pirateria, per il libro il passaggio è dal negozio online" al dispositivo elettronico, spiega Lawrence Colombani, co-autore dello studio "Gli scritti nell'era digitale".
Ma il dato che ci arriva dall'estero e che dovrebbe maggiormente far riflettere riguarda il numero di libri acquistati e letti per persona, clamorosamente aumentato in quei mercati dove l'ebook ha raggiunto un certo livello di maturità.
Un vero e proprio schiaffo per quanti hanno strillato sino a ieri alla morte del mercato editoriale tradizionale se si fosse permessa l'ascesa dell'ebook a causa della pirateria, contribuendo ad un notevole ritardo nello sviluppo del mercato digitale italiano. Le conseguenze sono ben visibili, visto che tranne alcune mosche bianche come la Bruno Editore, i principali editori si muovono solo ora a distanza di uno o due anni dagli altri paesi sviluppati (ed anche da alcuni del terzo mondo). Una logica suicida che molto poco aveva da spartire con reali preoccupazioni di pirateria e che doveva servire a proteggere il proprio orticello, senza rendersi conto che il maltempo all'orizzonte avrebbe comunque bruciato ogni futuro germoglio.
Ora è tardi per correre ai ripari, e mentre si ci affretta a pubblicizzare un mercato digitale italiano in fase di decollo, resta sempre più grande il sospetto che a beneficiare realmente saranno i grossi gruppi internazionali, come Amazon od Apple. Perché la vera novità dell'ebook, quello che nessuno nel campo vuole ammettere platealmente, è che nulla di catastrofico colpirà la logica di produzione culturale o quella di fruizione del libro, ma piuttosto il sistema di distribuzione editoriale. Ed è lì che si fanno i fatturati.
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Ebook: l'andamento del mercato e le nuove Indie

Mancano solo pochi mesi alla definitiva consacrazione dell'ebook come vero e proprio stato nascente d'un nuovo modo di fare editoria. Eppure, a vedere da quanto si scorge all'orizzonte, l'attuale andamento del mercato degli ebook è prodromo di non poche preoccupazioni sulla reale capacità dell'editoria italiana nel saper offrire un prodotto realmente all'altezza delle aspettative dei lettori.
Come avvenne per le caravelle di Colombo, anche gli editori ed i fornitori hardware che si lanciano nel nuovo mercato dell'ebook pensano di trovarsi di fronte alle Indie, senza accorgersi in molti casi che le terre davanti a loro restano del tutto nuove ed inesplorate. Persistono quindi notevoli dubbi quando si vedono diatribe tra grandi dealer del settore (partendo da Telecom per arrivare ad Edigita, tanto per fare qualche nome), mentre in molti casi si materializzerà la mera riproposizione della versione cartacea sic et simpliciter per come risulta il vecchio libro tradizionale, ma con un nuovo inchiostro virtuale.
Davanti a tali presupposti, diventa facile cadere nel tranello d'un facile mercato da conquistare a colpi di quote di mercato ed annunci mirabolanti, laddove questi spazi sono già acquisiti nel  contraltare del libro stampato e possono facilmente essere occupati nel far web del nuovo ebook market.
Bisognerebbe riconoscere che il passato è un ottimo strumento di comprensione ed analisi del presente, ma non può essere una cartina fedele di quanto avverrà nel futuro. Se si desidera una conferma, basti riflettere sull'eclatante sorpasso di Amazon ai danni di uno storico protagonista del mercato editoriale americano come Barnes and Nobles.
Tale atteggiamento non farebbe altro che mostrare la miopia dell'imprenditorialità italiana, fatta di campanilismi e particolarismi che ancora una volta non ci consentono una piattaforma riconosciuta ed utilizzabile universalmente, laddove nei paesi di stampa anglosassone le vendite di molti titoli in formato digitale hanno già superato quelle delle corrispettive versioni cartacee.
Bisognerebbe allora che qualcuno si prenda la briga di spiegare, a questi impavidi esploratori, che le terre emergenti dalla linea dell'orizzonte non sono le tanto agognate indie, ma un vero e proprio nuovo continente...

Ma Umberto Eco ha mai provato un ebook reader?

Leggo con interesse sulla rubrica de L'Espresso "La Bustina" un intervento ad opera di Umberto Eco con il titolo "Non fate il funerale ai libri" (1), dal quale traggo numerosi spunti di riflessione. L'articolo è in generale condivisibile e parla dello sviluppo dell'ebook visto in contrapposizione al tradizionale libro fisico; la tesi centrale è pertanto la futura longevità del libro inteso come oggetto reale e duraturo, in contrapposizione all'intangibilità ed alla breve resistenza nel tempo del supporto digitale.
"Abbiamo la prova che sopravvivono in ottima salute libri stampati più di cinquecento anni fa, e pergamene di duemila anni, mentre non abbiamo alcuna prova della durata di un supporto elettronico" afferma Eco.
Dopo aver espresso la mia concordanza con alcuni punti esposti nell'articolo citato, mi diviene sicuramente più difficile esprimere le critiche, se non altro per la reverenza dovuta ad un grande genio della semiotica e della letteratura italiana che ho avuto modo di studiare così tanto sui testi all'università. Ora, la dicotomia espressa così bene da Eco è difficilmente discutibile, ma restano comunque moltissimi dubbi sulla veridicità della tesi centrale proposta dal famoso semiotico, con la quale supporta tutto il suo tessuto teorico circa la futura longevità del libro fisico.
In particolare, i recenti studi sul caos e sulla scienza dell'incertezza hanno messo in luce le forti debolezze di un simile pensiero assolutistico (2), svelando come quello che ci appaia il frutto della logica e della selezione naturale (la longevità del libro fisico) non sia in realtà altro che una sommatoria di probabilità del tutto casuali e disorganiche. Nei fatti, se il libro più importante della storia fosse andato perduto nel rogo della biblioteca di Alessandria (3), come potremmo mai saperlo? Una domanda alla quale è semplicemente impossibile rispondere, perlomeno con la certezza della soluzione.
Per dirla con le parole di Taleb, "la maggior parte delle persone ignora tutto ciò perché si sente meglio vedendo il mondo come qualcosa di strutturato, ordinario e comprensibile". Le persone si illudono di comprendere gli eventi correnti come il frutto di una logica consequenziale, mentre essi sono il risultato di tanti "cigni neri" od "eventi imprevedibili" che avrebbero potuto portare ad esiti molto differenti.
La conseguenza di questo assioma è che le stesse premesse e cause che hanno portato alla nascita ed allo sviluppo del libro fisico possano valere altrettanto bene per il tanto criticato ebook o libro digitale. Il fatto di mettere a confronto un formato tanto antico e sviluppato come il libro fisico (con millenni di storia alle spalle) contro una forma di fruizione del testo che ha solo qualche decina di anni nelle proprie forme più arcaiche non ha ancora senso.
Lo stesso processo di costruzione del libro come "strumento in senso lato" deve avere il tempo di svilupparsi anche per gli ebook, prima di poter esprimere un giudizio che sia accettabile per la sua neutralità.
Quello che mi risulta difficile da comprendere è il continuo tentativo di mettere a confronto e in contrapposizione due formati così diversi, che sono a mio parere dotati di una grande potenzialità inespressa e di possibili sinergie nel loro insieme. 
Vorrei aggiungere infine al discorso un elemento importante: l'ebook che conosciamo oggi, in realtà, non è il vero ebook ma solo la trasposizione materiale del libro fisico (che viene scannerizzato ed inserito nei dispositivi elettronici). Il vero ebook, rappresentato attualmente dalle specifiche del formato ePub di cui abbiamo già discusso in questo blog (4), è un nuovo formato del testo nel quale si fondono parole, immagini e suoni per fornire un'esperienza di lettura completamente differente da quella a cui siamo abituati.
Si tratta di un elemento che non può essere tralasciato da chi, come Eco, si occupa dello studio del segno e della relativa relazione segnica o semiosi; tanto è vero che moltissimi studi interpretativi dell'attuale realtà in cui viviamo sono basati sull'immagine come vero e proprio testo. La costruzione del significato quando si legge un ebook non può rimanere pertanto una prerogativa esclusiva della parola scritta, come avviene al contrario in qualsiasi libro tradizionale
Resta in conclusione un po' di amarezza  per le tesi generalizzate sull'ebook, insieme alla domanda con la quale ho aperto questo post: ma Umberto Eco ha mai provato ad utilizzare un ebook reader? 

(1) Cit. Eco Umberto, Non fate il funerale ai libri, editoriale apparso su L'Espresso, http://espresso.repubblica.it/dettaglio/non-fate-il-funerale-ai-libri/2132084
(2) Taleb Nassim N., Il cigno nero, come l'improbabile governa la nostra vita, Il Saggiatore
(3) Narra la leggenda che la Biblioteca di Alessandria fosse la più grande e ricca biblioteca del mondo antico, tanto da rientrare tra le 7 meraviglie. Sfortunatamente andò perduta in un incendio tra il 400 ed il 200 d.c. Link di approfondimento: http://it.wikipedia.org/wiki/Biblioteca_di_Alessandria
(4) Per approfondire le specifiche del formato ePub vedere la sezione di riferimenti in Wikipedia al seguente indirizzo web: http://it.wikipedia.org/wiki/EPub

Quando l'ebook fa a pezzi il libro fisico

Leggo spesso su internet persone che esprimono forti critiche e perplessità verso il libro digitale. Le stesse persone espongono complesse teorie ed astratti dottrinali sulla distanza e la differenza incolmabile nell'esperienza di lettura tra ebook e libro tradizionale. 
C'è chi parla di difficoltà di lettura, chi d'impossibilità di concentrazione degli occhi su schermi e-ink per lungo tempo (anche se con il formato ePub è possibile ingrandire talmente tanto i caratteri da far stare una sola frase in un foglio A5!!)...
c'è poi chi afferma che il libro fisico possieda quell'aura di tradizione e sacralità che difficilmente un ebook potrà mai acquisire (ma lo stesso dimentica il peso tradizionale in Kg che bisogna sorbirsi per assicurarsi una settimana di lettura al mare o il peso delle cartelle scolastiche che schiaccia ogni giorno la schiena di migliaia di studenti).
Paradossalmente, quando chiedo a queste persone se abbiano mai avuto in mano un Amazon Kindle o se hanno mai provato a leggere qualche pagina su di un ebook reader in qualche reparto di elettronica di un centro commerciale, la risposta che ottengo solitamente è un no convinto.
Ora, sebbene io stesso debba ammettere una particolare sensazione di nostalgia e coinvolgimento emotivo nel momento in cui prendo in mano un libro tradizionale, quando riscontro degli atteggiamenti di totale chiusura nei confronti della lettura elettronica non posso che pensare di avere davanti o una persona estremamente "bigotta" da un punto di vista di fruizione della tecnologia (di simili esempi nella vecchia Italia purtroppo ce ne sono tanti) oppure una persona in "malafede" che possiede evidentemente interessi da difendere nel trust dell'editoria italiana.
Del resto, non si può restare indifferenti quando si vedono giungere affermazioni come quella indicata di seguito d'oltreoceano e si riscontra contemporaneamente che gli scaffali digitali delle principali case editrici italiane rimangono desolatamente vuoti:
"Prevedo che supereremo le vendite dei tascabili tra nove al massimo dodici mesi. Dopodiché sarà la volta dei paperback e hardcover insieme. Incredibile. La gente dimentica che Kindle ha solo 33 mesi di vita".
A sentire certe parole (proclamate da Jeff Bezos in un'intervista a USA Today) verrebbe quasi da pensare che lo zampino del digital divide nella lettura elettronica lo abbiano messo proprio gli editori mainstream, ovvero quelli che rischierebbero maggiormente all'apertura di un mercato editoriale più accessibile, economico e vantaggioso per gli autori ed i lettori. 
Pensar male è peccato (dice il vecchio detto popolare), ma spesso ci si prende. Chissà che per una volta la tradizione (quella degli archetipi e della saggezza popolare) non risulti lo strumento di analisi migliore per giudicare un mercato editoriale italiano arretrato ed il conseguente fenomeno della vendita zero di ebook. 
Mentre l'editoria si crogiola in un'evoluzione della tecnologia risalente ai tempi di Gutenberg e del torchio da stampa, vi sono paesi che sviluppano mercati editoriali digitali in grado di far arrivare un nuovo libro nelle tasche dei consumatori in meno di sessanta secondi... giudicate voi se ne vale davvero la pena in confronto alla nostalgia di una pagina cartacea o di un libro tradizionale. 

Ebook: quanto può guadagnare un autore di ebook? Molto!

La notizia è circolata ieri, probabilmente un po' in sordina. Ma è di quelle destinate a cambiare le carte in tavola di un mercato editoriale che non è mai stato così dicotomico. L'editoria agli inizi del nuovo secolo da un lato evidenzia tutte le difficoltà della crisi e dall'altro butta il cuore oltre l'ostacolo sfruttando le innovazioni dell'editoria digitale.
Per chi ancora non lo avesse capito, ci stiamo riferendo al caso di Amazon e di Stieg Larsson: il primo autore a vendere ufficialmente un milione di copie in formato ebook negli Stati Uniti. Il destino è stato piuttosto crudele con lui: il giornalista ha ottenuto un successo straordinario con tre suoi libri nei primi dieci più scaricati da Kindle, ma non ha mai potuto goderne visto che è venuto a mancare nel 2004 per un attacco di cuore, prima che i suoi capolavori fossero pubblicati.
Una vera rivoluzione nel campo delle pubblicazioni digitali perché dimostra a tutti la nascita di un mercato dell'editoria digitale maturo, di consumatori che hanno superato la fase dell'early adopter per divenire fruitori quotidiani del libro digitale. Soprattutto [non sfuggirà ai nostri amici lettori ed editori] stiamo parlando di un mercato all'interno del quale è possibile fare business editoriale con grandi numeri, proprio come è sempre avvenuto nel cartaceo.
Certo aver venduto più di tre milioni di ebook reader aiuta parecchio. In Italia la strada è ancora lunga, ma la direzione è ormai segnata. D'altro canto, non si tratta di una sorpresa per molti analisti ed esperti del settore editoriale (il sottoscritto ha pubblicato più di qualche post a riguardo). 
Ma se vi stavate chiedendo quanto può guadagnare un autore di successo grazie agli ebook e ora cominciate a sognare cifre con numerosi zero sul conto corrente, dovrete però fermarvi a considera un aspetto non di poco conto. La diffusione degli hardware per lettura di ebook in Italia è ancora agli esordi e piuttosto primitiva rispetto agli U.s.a., sebbene l'Apple iPad abbia sicuramente rotto una grande barriera psicologica iniziale verso l'utilizzo di questi sistemi.
E non si tratta neanche di una difficoltà dovuta al digital divide, come si poteva inizialmente pensare. Le grandi catene della GDO che si occupano di elettronica hanno gli scaffali pieni di ebook reader e dispositivi di lettura digitale. A frenare il mercato restano per ora gli editori, che al contrario di quanto sta avvenendo nel mercato americano sono meno avvezzi ad un mercato troppo aperto e concorrenziale come quello digitale e temono di perdere le quote di mercato acquisite piuttosto che di guadagnare nuovi spazi.
Per il momento non ci resta che consolarci guardando cosa succede oltre oceano, nella consapevolezza che presto o tardi il futuro del libro digitale diverrà presente anche da noi.

Ebook Reader: si muovo gli autori Bestseller

La storia del "processo di vita" di un nuovo prodotto (culturale o meno) immesso sul mercato è una teoria conosciuta bene o male da ogni marketers che si rispetti. Se durante i primi giorni di vendita, l'introduzione di un nuovo dispositivo come l'ebook reader viene colta favorevolmente solo da quelli che possiamo definire come "early adopter", durante la maturità del prodotto sul mercato segue l'adozione da parte anche della clientela più ostica e del pubblico degli stakeholder più variegato.
Le notizie di questi ultimi giorni continuano a confermare il trend di crescita e la maturità raggiunta dai dispositivi per la lettura digitale di ebook. John Grisham, autore di una schiera infinita di best seller e famoso per la sua avversione agli ebook reader, avrebbe letteralmente cambiato idea sull'argomento dopo aver preso confidenza con un Amazon Kindle.
Anche se non sono state rese note le principali informazioni commerciali sull'accordo stipulato da Ghrisman, sembra che i termini del contratto abbiano prospettato un interessante ritorno economico per le copie digitali vendute nel mercato degli ebook readers, fatto che ha sicuramente contribuito al repentino cambiamento di opinione da parte dell'autore.
Per noi, l'idea che gli autori bestseller si stiano muovendo verso l'adozione di questo innovativo mercato è sicuramente una conferma importante sulla maturità raggiunta dall'editoria digitale in ambito anglosassone e sulle potenzialità di sviluppo anche nel mercato italiano.
Molla tutto e scrivi ORA il tuo libro!

Come scrivere un ebook

Come scrivere un Ebook
Se fino a ieri scrivere un libro era il sogno di molti italiani, oggi questa tendenza sembra essersi (almeno in parte) convertita al digitale, e così è sempre più facile scoprire persone che al posto del manoscritto nel cassetto possiedono "l'ebook nella cartella del desktop".
Le motivazioni che portano le persone a scrivere un libro ebook sono diverse, e ne influenzano anche le strategie di diffusione e pubblicazione. Internet offre un ampio ventaglio di opzioni, che passano dalla pubblicazione tramite editore e codice ISBN (grazie al quale l'ebook diviene reperibile anche nelle librerie di tipo tradizionali) alla distribuzione su piattaforme di e-commerce specifiche per la vendita di libri digitali, sino alla semplice possibilità di download attraverso le pagine del proprio sito web personale o del proprio blog. Dai feedback che ricevo, sono in moltissimi gli autori esordienti di ebook che scoprono un vero e proprio mondo dopo una ricerca su Google o dopo aver letto i miei manuali.
Ma qui nasce anche la prima grande differenza: se è vero che scrivere un ebook è probabilmente un'operazione molto più semplice della scrittura di un libro, è altrettanto vero che distribuire con successo il proprio libro digitale (sia in modo gratuito che a pagamento) richiede delle conoscenze e dei know how di marketing editoriale che non vanno sottovalutati. Chi ha approfondito il concetto di coda lunga (o ha letto il libro sulla long tail scritto da Chris Anderson) sa bene a che tipo di concorrenza va incontro sul web.
La domanda successiva che sorge spontaneamente è quindi: come si scrive un ebook di successo? Per prima cosa è importante sapere che la maggior parte degli ebook che funzionano si fondano sul settore della manualistica, poiché la lettura a schermo potrebbe portare notevoli difficoltà al lettore di un genere letterario differente, come la narrativa. Se volete una prova concreta, provate ad immaginare la difficoltà di leggere un ebook come I Promessi Sposi sullo schermo di un computer. Vi sarà subito ben chiaro il vantaggio in partenza dei saggi e dei manuali operativi. 
In secondo luogo, la digitalizzazione del testo permette ricerche di singole parole chiave o di singole frasi, fatto che potrebbe tornare tanto utile per un libro a contenuti formativi quanto inutile per un romanzo. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una proliferazione di ebook reader e lettori di libri digitali, che probabilmente potranno aiutare ad invertire questa tendenza nel tempo, ma più in generale (se scrivete un ebook per guadagnare) vi consiglio di restare nell'ambito della manualistica.
Non che il guadagno debba essere necessariamente l'obiettivo primario per la scrittura di un ebook. C'è infatti chi scrive un ebook per:
  • migliorare la propria reputazione digitale;
  • accrescere le visite del proprio blog o sito web;
  • aumentare il valore delle proprie consulenze;
  • trovare clienti;
  • creare contatti commerciali;
  • interagire con il proprio pubblico di riferimento in maniera innovativa;
  • e molto altro ancora.
Anche per questi casi, però, prevale l'idea di un ebook più vicino alla manualistica che agl'altri generi letterari.
Infine, sia che vogliate monetizzare il vostro ebook, sia che desideriate regalarlo, vi consiglio di progettarlo con una particolare attenzione nei confronti del pubblico di riferimento verso il quale sarà diretto. Avere le idee chiare in anticipo sul nostro lettore potenziale (e quindi sull'audience che potenzialmente potremo coinvolgere nella lettura del nostro ebook) fa una differenza enorme sul risultato che si ottiene.
La mia esperienza dice che la pianificazione strategica dell'attività di scrittura di un ebook cambia completamente i risultati che si ottengono nei download e nelle vendite. Se seguirete questi semplici consigli, sono sicuro che riuscirete ad aumentare enormemente le vostre possibilità di successo nella pubblicazione di un ebook; non vi resta che provare per vedere con i vostri occhi quanto le giuste strategie siano in grado di fare la differenza.

Nuove tendenze editoria: e-book batte libro

La notizia che molti appassionati di hi-tech attendevano è arrivata alla fine dell'anno 2009. Amazon ha annunciato durante le festività natalizie di aver venduto più ebook che libri attraverso la propria piattaforma di distribuzione digitale Amazon Kindle.
Si tratta sicuramente di un avvenimento storico per il settore dell'editoria, che vede nascere nuove opportunità di sviluppo per tutti gli stakeholder tradizionalmente coinvolti. Più ebook significa più vendite per gli editori, meno costi per i lettori e più rispetto per l'ambiente. Ma anche più immediatezza tramite il download wireless, l'interattività ed il coinvolgimento possibile grazie agli ebook reader.  
C'è molto fermento per l'attività legata ai libri digitali.
Non è un caso quindi che i media online si siano letteralmente scatenati nel dare la notizia ai propri lettori. Per chi volesse approfondire, ecco alcuni articoli particolarmente interessanti:
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