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Marketing editoriale nuovamente Online

Dopo aver ricevuto email e messaggi privati da numerose persone circa l'apparente scomparsa di www.marketingeditoriale.com (il primo portale di marketing editoriale in Italia) torno a pubblicare sul blog per segnalarvi che è stato eseguito un intervento di manutenzione straordinaria con l'obiettivo di potenziare il server.
Il sito (grazie anche al vostro contributo) conta ormai migliaia di recensioni librarie / artistiche e lo spazio necessario al CMS per gestire questa grande raccolta d'informazioni rischiava di risultare esaurito.
Ricordo a tutti che è nuovamente possibile aggiungere recensioni gratuite di libri e di opere artistiche, semplicemente utilizzando il vostro account personale o registrandone uno se pubblicate per la prima volta.
Per chi invece volesse entrare in contatto con la redazione è stato riattivato l'indirizzo email: redazione[chiocciola]marketingeditoriale.com
Buona promozione libraria a tutti!

Come trovare un editore con il web

Tra i vari messaggi che ricevo dai lettori della mia guida "Scrittore 2.0", spesso mi si chiede quale sia la migliore strategia per trovare un editore ai tempi del web. Prendendo spunto da questa domanda, ho pensato che fosse interessante condividere con i lettori di questo blog alcune considerazioni sull'attuale stato dell'editoria, in modo da trarne spunto a livello operativo. Soprattutto vorrei essere franco, perché questo è lo stile che mi contraddistingue quando mi occupo di consulenze di marketing editoriale.
Vi segnalo inoltre che in questa sede tralascerò tutte le questioni pratiche che ho già approfondito nelle mie guide e che potete facilmente trovare anche  nei molti articoli presenti in questo blog.
Veniamo al dunque: dal punto di vista del marketing culturale, il mercato degli scrittori è luogo dall'animo saturo. L'Italia in particolare presenta la peculiarità di avere molti più autori rispetto alla reale richiesta di lettura, un concetto ben riconosciuto dagli scrittori emergenti (avviene d'altra parte per qualsiasi mercato occidentale con una certa maturità letteraria, anche se in misura minore).
Abbiamo poi la sfortuna di una lingua (quella italiana) che demarca in modo molto deciso le potenzialità di vendita, riducendo il pubblico di lettori rispetto a quanto avviene per lingue come l'inglese, lo spagnolo o il francese.
A ciò si aggiunge nella pratica un atteggiamento passivo da parte degli autori, che incolpano generalmente gli editori per la mancata pubblicazione. Credo pertanto che sarebbe necessario ribaltare il paradigma. Non chiedetevi cosa un editore possa fare per voi, ma cosa voi potete offrire all'editore. Può sembrare molto calvinista e weberiano, ma è questa la via giusta per trovare un editore ai tempi del web. 
Vi chiedo di compiere un esperimento mentale, mettendovi nei panni di un editore di successo presente sul mercato. Penso in effetti che questo esercizio sia una delle strategie di preparazione più interessanti per chi desideri realmente trovare un editore.
Come editori, da un lato avete la possibilità di guadagnare vendendo traduzioni italiane di libri bestseller provenienti da altri paesi (in genere dal sistema anglosassone). Dall'altro avete una nicchia di autori già affermati e conosciuti per i motivi più disparati (perché sono già apprezzati a livello letterario, oppure perché possiedono un pubblico di tipo radiofonico, televisivo o digitale). Infine, si trovano gli autori emergenti.
Questo per spiegare, in maniera banale, quello che sembra così difficile da accettare comprendere per molti scrittori emergenti. Quando si tratta di scrittori emergenti, il valore di branding dell'autore è molto più importante del valore artistico dell'opera letteraria che viene proposta all'editore.
L'assioma, per quanto semplice, spiega perché così tanti bravi scrittori permangono ai margini del mercato editoriale italiano. Trovare un editore che funzioni e che s'impegni nella promozione dell'opera stante l'attuale contesto editoriale non è solo questione di contenuti e nemmeno d'impegno nella fase di ricerca, ma piuttosto di valore potenziale che ogni autore detiene con il proprio personal brand.
Si può discutere di come questo presupposto influisca sull'attuale produzione culturale, ma se ci limitiamo alla materia del marketing editoriale e c'impegniamo nel mantenere un'approccio euristico, allora dovremo semplicemente prendere atto della questione.
Siamo giunti così alla morale della favola (ovvero il consiglio che mi sento di dare a chiunque desideri trovare un editore). Lavorare sul proprio personal brand di autore! Rendere tanto appetibile la propria immagine di scrittore da non rendere più così necessaria la presenza di un editore; arrivati a quel punto comincerete a ricevere proposte di pubblicazione, senza che vi dobbiate minimamente sforzare per ottenerle.
Riuscire in questo obiettivo oggi è più semplice di quanto normalmente si pensi. Perché la maggior parte degli scrittori si concentra in modo autoreferenziale e anacronistico solo sui propri scritti, e anche perché il web offre molteplici occasioni di visibilità e brand building anche a chi non dispone di budget elevati o molto tempo.
Se si sceglie di seguire questa strada, i risultati non tarderanno ad arrivare.

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Diventare scrittore senza editore grazie al web

Come diventare scrittori senza editore? Leggo come d'abitudine gli alert sull'editoria di Google News e mi ritrovo su di un articolo a cura di Andrea Inglese intento in via indiretta ad offrire una possibile soluzione. L'articolo tratta la recente vicenda del caso Mondadori  sullo "scrittore pentito" Vito Mancuso (potete trovare al seguente link il riferimento al testo).
Vorrei tralasciare la prima parte del testo, sulla quale mi sento neutrale trattandosi di questioni politiche, per commentare la conclusione finale; fondamentalmente l'autore propone il web come soluzione alle problematiche etiche dello scrittore, che talvolta si trova a confrontarsi con una linea editoriale o con dei valori di base profondamente diversi dai propri. Di qui nascerebbe un dilemma etico che troverebbe risoluzione solo attraverso l'autopubblicazione online. "Diventare scrittore senza editore grazie al web" secondo l'articolista non dovrebbe essere un semplice imperativo morale per rimanere a posto con la propria coscienza, ma anche una nuova via da seguire per ritrovare l'anima di uno dei mestieri più nobili del mondo.
Trovo l'idea molto romantica, anche se piuttosto utopistica. Ad onor del vero non è certo una scoperta di questi giorni; sono anni che gli scrittori indipendenti si battono per uscire dal soffocamento mediatico dei grossi player, che per ovvi e comprensibili motivi non hanno grande interesse a promuovere libri ed autori autopubblicati sul web.
Badate bene, il mancato emergere degli scrittori autopubblicati non è necessariamente un problema di qualità dei contenuti, ma piuttosto di mancata comprensione del meccanismo di base grazie al quale funziona il sistema editoriale. Mi riferisco in particolare al concetto di coda lunga, di cui ho già parlato in questo blog e nei miei libri (se siete completamente a digiuno potete iniziare da questa pagina di Wikipedia).
Anche nel caso in cui si parli di autori già affermati con una tiratura alle spalle di diverse decine di migliaia di copie, non è affatto automatico che l'autopubblicazione porti ad ottenere risultati similari. Vediamo in alcuni punti perché:
  1. molti scrittori affermati sanno fare egregiamente il proprio lavoro (quello di scrivere libri) ma sono completamente a digiuno della parte promozionale, ovvero delle regole basiche e fondamentali di marketing editoriale necessarie a promuovere un libro. Per diventare uno scrittore autopubblicato è indispensabile possedere anche questo know how.
  2. Internet è un luogo complesso, differente dal negozio di libri e dalle grandi librerie; ambienti nei quali gli autori già affermati sono tradizionalmente abituati a muoversi.
  3. Le case editrici possiedono team e strumenti di marketing e promozione editoriale che richiedono costi di scala per poter essere riassorbiti (pensiamo ad esempio al lavoro degli uffici stampa). Per questo motivo la spesa che dovrebbe sostenere un autore indipendente per raggiungere risultati simili alle attuali tirature delle grandi case editrici potrebbe rivelarsi un gioco a somma zero.
  4. Il lettore italiano non è ancora avvezzo all'utilizzo di strumenti quali gli ebook reader ed alla lettura tramite device e dispositivi elettronici. Allo stesso tempo, non ha ancora sviluppato una cultura del libro digitale.
Quindi, è impossibile diventare scrittori senza editore tramite il web? Assolutamente no! In primo luogo, esistono già dei casi di successo positivi; secondariamente nel tempo i lettori saranno sempre più abituati ad acquistare libri digitali online.
Bisogna perciò avere il coraggio d'ammettere che il libro digitale è destinato a rivoluzionare indelebilmente il mondo dell'editoria tradizionale, ma non nel modo che vorremmo. Dubito fortemente che gli autori e scrittori potranno in futuro aspettarsi una distribuzione del reddito da royalty simile a quella del mercato editoriale tradizionale. Piuttosto, esisteranno molte più nicchie coperte da pubblicazioni che in precedenza non potevano essere assorbite, perché i costi di stampa non giustificherebbero la diffusione del libro in via tradizionale.
Le case editrici continueranno ad esistere ed ha svolgere una funzione d'indirizzamento e scelta critica del contenuto editoriale, ma dovranno abituarsi ad una maggior concorrenza ed a minori fatturati. Gli utili forse potranno rimanere stabili, considerando i minori costi di produzione di un ebook rispetto al libro tradizionale.
E per gli autori? Quest'ultimi devono intraprendere con coraggio un fatico cammino di self empowerment, al centro del quale deve esserci la formazione sui meccanismi di funzionamento del web e sulla costruzione di un piano di marketing editoriale che funzioni senza l'appoggio di un grande editore alle spalle. Visto che il miglior modo d'apprendere è il fare, il mio consiglio è quello di provare subito a diventare scrittori senza editori pubblicando la propria opera su internet; magari è l'occasione buona per far uscire dal cassetto quella fatica letteraria tanto cara e mai pubblicata a causa di filtri editoriali troppo ristretti. 
Il web, in questo senso, offre realmente delle buone occasioni di visibilità. La mia storia personale lo dimostra dato che ho vissuto il processo inverso, iniziando a trovare ottime soddisfazioni attraverso l'autopubblicazione e concedendo alcuni miei lavori ad un editore solo perché ne apprezzavo in modo particolare la linea editoriale. 
Se si ha in mano un buon lavoro e si è disposti a mettere da parte il desiderio di rimpinguare il portafoglio, è possibile raggiungere livelli di distribuzione dell'opera più elevati di quanto non sia possibile attraverso una pubblicazione tradizionale. Una soluzione che permette di continuare tranquillamente la propria attività di scrittura e pubblicazione con gli editori classici, offrendo contemporaneamente un buon lido dove riposare alla propria anima e verve artistica.

Marketing editoriale, Tophost e tre notti di terrore

Tophost? Forse sarebbe più esatto chiamarla Stophost! Me ne stavo tranquillo sul divano, in una pacifica serata d'agosto a godermi una puntata di Superquark (a proposito, se qualcuno di voi sa dove recuperare il link streaming della Rai alla puntata di giovedì 26 agosto mi lasci un messaggio nei commenti), quando d'improvviso il destino tophost mi ha messo davanti alla perdita di dati più grande della mia vita.
Oltre mille pagine di contenuti autentici di www.marketingeditoriale.com se ne sono andati semplicemente in fumo in pochi secondi con un hard disk del server di tophost che sembra aver smesso di funzionare a dovere. Così, mentre i gestori del server cancellavano dalla landing page di vendita del servizio la promessa fornitura del backup bisettimanale ad uso interno (qui il link all'immagine, lascio a voi ogni possibile giudizio sulla cosa), io resto nel terrore più assoluto di non poter recuperare nulla.
I primi dieci minuti non riuscivo semplicemente a crederlo. La mia mente vagava in continuazione su se stessa mentre il mio "io (ormai ir)razionale" cercava di accedere inutilmente alla parte amministrativa del sito, ricevendo come sola risposta qualcosa come "non risulta possibile connettersi al database".  
Dopodiché ho dovuto semplicemente accettare il fatto, pertanto è iniziata la ricerca delle possibili soluzioni. Prima di tutto comincio ad aprire una serie di ticket ai quali l'unica risposta è stata sempre il seguente copia incolla: 
"Gentile Stefano, la ringraziamo per averci contattato. La invitiamo a far riferimento alla segnalazione http://www.tophost.it/aiuto/cat2/18/303/ ed al relativo aggiornamento http://www.tophost.it/aiuto/cat2/18/304/ Appena avremo aggiornamenti, li inseriremo nella segnalazione. Le auguriamo buona giornata". 
Credetemi, qualsiasi cosa scrivessi l'unica cosa con la quale tophost rispondeva ai ticket era esattamente quella. Addirittura avevo riportato questa reply ad una mia ulteriore domanda in un ticket successivo e loro mi hanno risposto re-incollando questo identico testo due volte (!!!). 
Di backup a disposizione non se ne parlava perché ero fuori ufficio, pertanto l'unica soluzione intelligente che ho trovato al momento era di salvare il salvabile con la copia cache dei motori di ricerca. Un lavoro incredibile, nel quale ho trascinato per tutta notte anche la povera Laurache certamente aveva poco da spartire con i problemi di tophost. Immaginate centinaia e centinaia di pagine di word piene zeppe di articoli e contenuti, e vi farete un'idea.
Il giorno dopo faccio mente locale e mi ricordo di un vecchio backup a casa mia, così torno a prenderlo. Purtroppo risale solo al 2008 (!) e contiene circa il 20/30% del database originale. Contemporaneamente faccio un po' di networking (d'altro canto ho scritto o no il fattore network?!?), e scopro ovviamente che il problema non riguarda solo me, tanto che sono nati addirittura dei gruppi su Facebook e dei forum "a tema" (trovate qui i link a "Quelli che hanno perso il sito grazie a TOPHOST"). 
Mi metto letteralmente a ricostruire le parti mancanti della struttura di marketingeditoriale.com (molte sezioni e categorie semplicemente non esistevano nel 2008) e pian piano cerco di recuperare perlomeno i contenuti più importanti con la cache dei motori di ricerca, anche se per ovvi motivi non sempre riesco a ricostruire esattamente i medesimi URL. Immaginate la mia felicità pensando al grosso lavoro Seo fatto sul sito, ma anche a come prenderà la cosa chi ha citato qualche articolo e si ritroverà con un bel 404.
Morale della favola: ho davanti ancora almeno 7 giorni e notti nelle quali cercherò senza sosta di ricostruire il più possibile il database: sono convinto di poter recuperare almeno gli articoli più importanti, anche se ritornare al punto di partenza sarà impossibile dato che i motori stanno aggiornando progressivamente le loro pagine chache (Sic! Proprio come Bastian nella storia infinita, il nulla mi rincorre e rischia di distruggere tutta la memoria virtuale di marketing editoriale). Con la cancellazione del database ho perso anche il 70% degli utenti registrati, pertanto se non riuscite più ad accedere alla vostra utenza per inserire dei contenuti sappiate che il vostro account, grazie a Tophost, non esiste più. Sto cercando di vedere se esiste una qualche possibilità di risalire a buona parte degli iscritti tramite qualche frammento mail, in ogni caso se questo è il vostro caso la soluzione più semplice consiste nel re-iscrivervi nuovamente al sito. Ecco, queste sono state le mie tre notti di terrore con Tophost; forse a voi non sembreranno un granché, ma vi assicuro che hanno ben contribuito a sconvolgere i miei ultimi giorni di ferie. 
Ora scusatemi, devo tornare al mio sfiancante lavoro di scriba 2.0... conoscete ormai il perché. Spero di potervi aggiornare presto con novità decisamente migliori e più interessanti, e soprattutto spero di poter tornare presto a parlare di marketing editoriale e culturale piuttosto che dei gravi problemi di un servizio di hosting che si nasconde dietro il lowcost ed altri giochetti da bambini per poter giustificare una professionalità che non esiste nella sua seppur basica offerta.

Nota finale: vorrei sottolineare che www.marketingeditoriale.com è un sito no profit dedicato agli scrittori ed artisti indipendenti. L'idea è quella di offrire uno spazio promozionale gratuito a chi viene normalmente schiacciato dalle logiche editoriali dei grossi editori e distributori, pertanto piuttosto che chiedere scusa a me tophost dovrebbe chiedere scusa ai tantissimi scrittori, musicisti ed artisti indipendenti che hanno perso visibilità e traffico a causa di questo gravissimo incidente. E' tanto ingenuo quanto vergognoso pensare di cavarsela con una semplice risposta automatica.

Organizzare la presentazione di un libro grazie al web

Dopo esserci occupati in un precedente post dell'organizzazione di eventi artistici e delle relative implicazioni sul web, vediamo ora come organizzare una serata letteraria o la presentazione di un libro.
Cominciamo con il dire che la presentazione di un libro è un evento vero e proprio, pertanto necessità del tradizionale iter organizzativo tipico di qualsiasi evento. In molti casi vi sono quindi delle figure professionali specialistiche che intervengono per fare in modo che tutto vada per il meglio, ad esempio l'event manager della stessa casa editrice o l'agenzia di eventi qualora l'evento sia esternalizzato a terzi.
Vi è poi un terzo caso, che è piuttosto frequente, ovvero l'evenienza che sia lo stesso autore a dover organizzare la presentazione del libro in proprio; magari perché la casa editrice è troppo piccola per poter supportare questo genere di attività promozionale, oppure perché l'autore ha deciso di tentare la via dell'autopubblicazione. 
Soprattutto se si rientra in quest'ultimo ambito, il primo consiglio non può che riguardare la scelta della location. Le libreria della propria città, la biblioteca comunale od un circolo letterario locale non possono che essere i principali riferimenti ai quali rivolgersi. Questo per due ordini di motivi: prima di tutto perché l'autore ritroverà un ambiente amico e naturalmente portato all'accoglienza di questo genere d'evento. In secondo luogo perché vi è già una base fertile di persone potenzialmente interessate all'attività dell'autore.
Altri elementi ai quali dovrà essere data attenzione sono:
  • i partecipanti: non solo l'autore (vero e proprio protagonista insieme al libro della serata di presentazione), ma anche eventuali ospiti ed un relatore. A titolo di esempio: uno o più giornalisti, dei critici letterari, degli studiosi della materia di cui tratta il libro (soprattutto nel caso di saggi o manualistica), e così via. Ultimo ma non per questo meno importante, il pubblico, che dovrà possibilmente essere ben selezionato e targetizzato (magari attraverso il web, con i suggerimenti che troverete di seguito).
  • il tema della serata: il consiglio è quello di evitare approcci troppo aulici o pomposi, che correrebbero il rischio di risultare autoreferenziali e noiosi. L'obiettivo di una serata di presentazione di un libro dovrebbe essere lo sviluppo dell'awarness di branding dell'autore e del titolo pubblicato, nonché il raggiungimento di buoni risultati di vendita. Ben venga quindi la lettura di qualche breve brano (magari effettuata da un attore teatrale particolarmente azzeccato, in grado di enfatizzarne le qualità), ma anche la proiezione di fotografie, di contenuti multimediali o la presenza di una base musicale. Può diventare interessante il momento del feedback con il pubblico presente, ad esempio attraverso delle domande rivolte direttamente all'autore, che dimostrerebbe così di volersi realmente mettere in gioco con la propria audience.
Infine veniamo alla promozione, vero e proprio punto di svolta di qualsiasi serata di presentazione letteraria. Perché affermo questo? Perché senza questo punto verrebbe meno qualsiasi sforzo organizzativo su uno dei punti precedentemente elencati.
Le potenzialità di promozione editoriale per una serata letteraria sono ovviamente moltissime, e dipendono il larga parte anche dalle disponibilità di budget dell'autore. Le classiche modalità di promozione riguardano attività di marketing svolte nello stretto ambito territoriale dell'evento, quali ad esempio:
  • l'invio di comunicati stampa ai giornalisti locali;
  • l'attività di volantinaggio;
  • l'attività di affissione di manifesti e locandine riguardanti l'evento;
  • la produzione di materiali di marketing specifici, ad esempio degli inviti cartacei o dei gadget da regalare durante l'evento;
  • l'attività di contatto con tutte le figure professionali della zona che potrebbero essere interessate. Mi riferisco ad esempio a figure come i bibliotecari, i titolari di librerie, il personale che lavora in organizzazioni operanti nel settore del tempo libero e così via.
Per quanto riguarda l'attività di marketing editoriale online, mai come oggi il successo di una serata di presentazione di un libro può essere influenzata da questo fattore. Basti pensare che internet permette di effettuare una notevole attività promozionale senza dover necessariamente impiegare ingenti risorse finanziarie (a volte senza dover spendere neanche un singolo euro!).
Ecco qualche consiglio da porre in atto prima della data dell'evento, compatibilmente con le proprie conoscenze e potenzialità:
  • la creazione di specifici profili all'interno dei social network (se avete già un vostro profilo, utilizzatelo per promuovere la serata letteraria e chiedete ai vostri contatti di fare altrettanto);
  • la creazione di articoli di marketing e comunicati stampa digitali;
  • il contatto di forum, blog e degli operatori dei network letterali partecipativi online;
  • il contatto delle redazioni di giornali e blog locali;
  • l'inserimento dell'evento nei portali di riferimento per l'editoria e gli eventi, sia locali che nazionali.
Ovviamente esistono molti altri suggerimenti che per motivi di spazio non è stato possibile inserire in questo articolo; penso comunque che quanto elencato fin qui possa essere già un valido aiuto. Se desiderate approfondire il tema della promozione editoriale online vi suggerisco di postare delle specifiche richieste nei commenti di questo post e di leggere il mio manuale dedicato agli scrittori indipendenti.

Scrivere e pubblicare un ebook: le cose fondamentali da sapere

Scrivere e pubblicare un ebook può essere un’attività entusiasmante, tanto dal punto di vista creativo quanto da quello economico. Vi sono però alcuni punti da approfondire prima di lanciarsi nell’iniziativa. In questo articolo li scopriamo insieme.
E così avete deciso di scrivere il vostro ebook! Dopo aver osservato l’enorme successo che il fenomeno ebook reader sta riscuotendo (trainato anche da aziende leader dell’IT come Apple ed Amazon), molte persone hanno deciso di convertire il “manoscritto nel cassetto” in un formato digitale, per proporlo all’attenzione dei visitatori web.
Se è così anche per voi, dovreste comunque considerare alcuni punti sull’autopubblicazione online. Per prima cosa, considerate con attenzione il pubblico al quale vi rivolgete. I lettori di libri online non coincidono necessariamente con i lettori di libri tradizionali. Questo semplice presupposto ha delle implicazioni davvero notevoli nel campo degli ebook. Un libro digitale deve possedere una certa leggerezza nella formattazione (ecco perché alcuni editori leader nel settore formattano le loro pagine A4 con caratteri dall’altezza elevata e con interlinee abbondanti).
Anche il contenuto deve essere ben proporzionato: difficilmente un libro come “I promessi sposi” avrebbe avuto lo stesso successo se fosse pubblicato nell’epoca del web, perché la lettura di oltre 1000 pagine sullo schermo di un PC o di un ebook reader è in grado di sfiancare i lettori più assidui ed instancabili. Probabilmente non lo sapremo mai, ma un contemporaneo “Alessandro Manzoni 2.0” avrebbe creato un’opera piuttosto diversa da quella così studiata sui banchi di scuola.
In secondo luogo, assumete la prospettiva del vostro lettore tipo (questa in realtà è una strategia che ben si adatta non solo alla scrittura di ebook, ma anche a quella di libri tradizionali). Cosa si aspetta di trovare il lettore tipo all’interno del vostro ebook? Quali generi di contenuti o informazioni potete inserire nell’ebook che tradizionalmente non troverebbero posto in un libro e viceversa?
Infine, prestate particolare attenzione anche al modello di distribuzione del vostro ebook, sia per quanto concerne il placement che il pricing. Il vostro sito personale potrebbe essere un ottimo trampolino di lancio, ma nel caso non abbiate migliaia di visitatori giornalieri portali di diffusione come Lulu o Scribd potrebbero fare al caso vostro.
Ovviamente esistono decine di strategie di marketing editoriale online attuabili per promuovere il vostro ebook, ma questo breve articolo non è probabilmente la sede più opportuna per trattarle. Quello che emerge dall’articolo, in sintesi, è la necessità di possedere una strategia nella scrittura e pubblicazione di un ebook.
Per chi non si affida alla mera improvvisazione, il mercato emergente degli ebook difatti può fornire quelle occasioni di visibilità che l’ingessata editoria tradizionale non è più in grado di offrire. La parola passa ora all’autore 2.0, che deve giocare la propria sfida su un terreno tanto innovativo quanto ancora per molti aspetti inesplorato: l’autopubblicazione digitale del proprio libro in formato ebook.

Fare lo scrittore con il web

Fare lo scrittore con il web! Si, ma da dove partire?
Dopo l'articolo sull'utilità e l'aiuto concreto che può offrire internet nella valutazione di un'opera d'arte, veniamo ad un altro argomento piuttosto scottante per chi si occupa di marketing culturale online: la possibilità di pubblicare e promuovere in modo indipendente un libro.
Partiamo da un presupposto basico: gli italiani sono un popolo di navigatori scrittori (purtroppo non di lettori), pertanto diamo per assodato che la materia prima [la famosa bozza nel cassetto] non mancherà sicuramente. Ed ora che abbiamo speso tanta fatica e tante ore nella creazione del nuovo capolavoro letterario, quali sono i passi per trasformarlo in un successo editoriale?
Per prima cosa, restiamo con i piedi per terra. La parte più difficile non è infatti la distribuzione digitale, ma piuttosto l'attività di marketing e promozione
Fare lo scrittore pubblicando un libro su internet è in realtà semplicissimo. Vi basterà trovare un buon sistema di Print on demand ed inviare al sito il corrispettivo digitale del vostro lavoro per la vendita su web. Internet è pieno di servizi di stampa e pubblicazione gratuita, se volete approfondire trovate una lista più che esaustiva al seguente link: Print On Demand
Fatto questo primo passo, non vi resta che occuparvi del marketing editoriale. Ed è qui che arriva la parte difficile, ovvero quella che la maggior parte degli scrittori 2.0 evita dimentica di portare a termine. Si tratta in realtà di un vero peccato, perché la prassi dimostra come internet offra le migliori opportunità anche a chi non ha già un nome ed una reputazione acquisita come scrittore indipendente. Esistono un'infinità di strumenti, strategie e tecniche operative per promuovere in modo gratuito ed efficace il proprio lavoro editoriale.
A titolo di esempio possiamo ricordare:
  • l'ufficio stampa digitale;
  • il Pay Per Click;
  • la creazione di landing page specifiche;
  • il blog marketing;
  • la creazione di newsletter;
  • la pubblicazione di articoli su portali di riferimento;
  • e molto altro ancora.
Chi ha letto il mio libro sul marketing editoriale online conosce i risultati e le soddisfazioni che possono arrivare dal fare lo scrittore online. Il problema è che la maggior parte degli scrittori indipendenti si concentra esclusivamente sul proprio scritto, senza avere un preciso progetto di marketing e comunicazione editoriale.
La realtà dimostra che lo scrittore con le giuste strategie di marketing è in grado di partire con il piede giusto sin dalla creazione dell'opera letteraria, scrivendola per un pubblico di riferimento desideroso di avere tra le mani e di leggere un nuovo titolo editoriale.
Partire improvvisando, al contrario, non può che portare ad una grossa delusione; fattore che comunque non può essere dato per scontato sin dall'inizio per chi ha un approccio onesto e concreto al mondo della pubblicazione digitale.
Fare lo scrittore online con successo richiede quindi un approccio tanto genuino nell'attività di scrittura che nell'attività di comunicazione e marketing: a chi sarà in grado di bilanciare nel modo giusto questi due elementi, il web spalancherà le porte di una carriera ricca di soddisfazioni.

Promuovere un libro con Scribd!

Scribd è un vero e proprio palcoscenico mondiale per chiunque si occupi di scrittura e voglia presentare il proprio materiale sul web.

Immaginate un sito dalle potenzialità promozionali virali, simile a quanto sta già facendo youtube per i video, ma dedicato ai libri.

Fatto? Sappiate che avete appena costruito una rappresentazione mentale di Sribd.

La piattaforma è nata con lo scopo di caricare e condividere sul web testi e libri in formato digitale. Una sorta di grande biblioteca virtuale dove è possibile non solo la lettura dei testi, ma anche l’aggiunta di commenti e informazioni supplementari.

L’idea di Scribd è talmente piaciuta al pubblico di internet che il sito è stato in breve tempo inondato da centinaia di migliaia di testi e libri. Molte case editrici hanno pubblicato degli estratti delle proprie pubblicazioni, ottenendo riscontri interessanti di vendite.

Il nuovo marketing editoriale si arricchisce così di strumenti ed opportunità che fino a ieri potevano solo essere immaginati.

Se volete rendervi conto subito di come funziona, ecco un estratto del mio libro, Artista 2.0, caricato su Scribd.

Si tratta quindi di una straordinaria opportunità di marketing (a costo zero) per chiunque desideri promuovere un libro on line attraverso il web 2.0.

Ed il web mandò a casa il grande editore. Sopravvivranno solo i piccoli?

Fare l’autore senza editore. Fino a qualche anno fa poteva sembrare un vero e proprio ossimoro, tanto era forte il legame che univa inesorabilmente le sorti dell’uno con l’altro. Un rapporto di simbiosi che difatti portava reciproci benefici ad entrambi, anche se a volte i giochi di forza non potevano definirsi esattamente paritetici. Ma si trattava pur sempre della base di ogni concetto culturale (e di marketing) legato all'editoria.

Poi arrivò il web, che mandò a casa l’editore. O meglio, non è ancora esattamente così, ma la via è tracciata. Nei paesi anglosassoni la tendenza è ormai ben rimarcata, ed anche qui si sta verificando un cambiamento di simile portata.

L’errore più grande sarebbe così pensare che una volta usciti “dal tunnel” della crisi che attanaglia il mondo dell’editoria, troveremo la stessa situazione di quando vi siamo entrati.

Il mercato si sta trasformando velocemente, e se prima la fetta più grande era dedicata all’output mainstream ed ai titoli blockbuster, oggi si è creato un mercato altrettanto grande e composto da centinaia e migliaia di singoli autori che decidono di auto-pubblicare la propria opera online, senza alcun filtro editoriale e grazie a quella grande ed immensa cassa di risonanza che è il world wide web.

Pochi grandi editori saranno presto sostituiti da un’infinito ecosistema di piccole case editrici o dall’autopubblicazione attraverso il web. Questa è l’anteprima che ci arriva direttamente dal futuro.

Un mercato mondiale dove non esistono copie pre-stampate e nemmeno avanzi di magazzino, perché tutto quel che è ordinato viene stampato su misura. Dove il marketing editoriale è affidato alle capacità ed all’ingegno dei singoli autori, che non anelano necessariamente a scrivere il grande romanzo del secolo, ma sono altrettanti felici di potersi creare una nicchia di fedeli ed affezionati lettori.

E’ la rivincita della figura dell’autore sulla grande macchina di produzione seriale, che sfornava bestseller stagione dopo stagione, relegando tutto il resto all’anticamera di ciò che meritava pubblicazione e stampa. Ma è anche la vittoria della multiporalità degli argomenti e della cultura, che forse all’uscita del tunnel, saprà davvero regalarci un nuovo rinascimento culturale.

Noi intanto, attendiamo con pazienza, e osserviamo stupiti al cambiamento che avanza inesorabilmente… passo dopo passo.

Editoria: arriva il momento della filiera corta?

L'editoria americana è sempre più in crisi. Mentre il blasonatissimo New York Times ipoteca la propria sede (per altro battezzata da meno di un anno ad opera di Renzo Piano), storici newspaper come il Chicago Tribune ed il Los Angeles Times dichiarano fallimento.
Il problema, per chi opera nel campo della distribuzione di notizie, è nella raccolta pubblicitaria. La crisi economica ha provocato dei cali molto profondi, ed è venuta a mancare di conseguenza la liquidità necessaria per coprire quei costi che in precedenza venivano considerati come ordinaria amministrazione.
L'articolo citato dal corriere riporta come più del 20% del settore editoriale americano ha problemi finanziari. Purtroppo, i primi tagli sono sempre quelli di personale: la Cnn, ad esempio, annuncia che verrà eliminata l'intera redazione scienza e ambiente. Ma i licenziamenti si abbattono in modo indistinto e sistemico sul settore, e non risparmiano i colletti bianchi come la dirigenza.
Il mercato delle notizie ha ricevuto il primo forte scossone dalla nascita dei grandi siti d'informazione online. Non c'è azione di marketing editoriale che tenga: oggi fenomeni come il blogging ed il citizen journalism (il giornalismo partecipativo) sono in grado di sostituire larga parte del lavoro redazionale tradizionale. Mentre i giovani giornalisti vengono precarizzati ed utilizzati per assemblare notizie da comunicati stampa e telegrafiche release d'agenzia, persone in grado di osservare i fatti in tempo reale aprono il loro blog sul web e cominciano ad instaurare delle conversazioni sull'evento di cronaca.
Siamo di fronte quindi ad un fenomeno del tutto nuovo, che non potrà essere risolto con le metodologie applicate durante le precedenti crisi dell'editoria, e che probabilmente costerà lacrime e sangue soprattutto agli operatori di tipo tradizionale.
La metafora è allora quella della nascita di una "filiera corta" editoriale (dal produttore al consumatore, proprio come avviene nell'agricoltura), dove i "cronisti improvvisati" sono editori di se stessi. Ma non solo: vendono gli spazi promozionali dei loro blog grazie a sistemi come Google Adsense, ottenendo micro - guadagni insignificanti da un punto di vista personale, ma fondamentali se visti in un'ottica d'insieme verso la raccolta pubblicitaria mancata delle grandi major in campo editoriale.
Il grande cambiamento nella distribuzione editoriale è solo all'inizio, e nessuno (sigh!) al momento comprende con certezza dove e quando si troverà il punto di equilibrio di questa sfida.

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