Marketing editoriale nuovamente Online

Dopo aver ricevuto email e messaggi privati da numerose persone circa l'apparente scomparsa di www.marketingeditoriale.com (il primo portale di marketing editoriale in Italia) torno a pubblicare sul blog per segnalarvi che è stato eseguito un intervento di manutenzione straordinaria con l'obiettivo di potenziare il server.
Il sito (grazie anche al vostro contributo) conta ormai migliaia di recensioni librarie / artistiche e lo spazio necessario al CMS per gestire questa grande raccolta d'informazioni rischiava di risultare esaurito.
Ricordo a tutti che è nuovamente possibile aggiungere recensioni gratuite di libri e di opere artistiche, semplicemente utilizzando il vostro account personale o registrandone uno se pubblicate per la prima volta.
Per chi invece volesse entrare in contatto con la redazione è stato riattivato l'indirizzo email: redazione[chiocciola]marketingeditoriale.com
Buona promozione libraria a tutti!

L’intelligenza Spaziale: pensare con le mani Di Manuela Metra


Tra i tanti tipi di intelligenza differenti identificati nel saggio “Formae Mentis” di Howard Gardner possiamo pensare di assimilare alle capacità artistiche aspetti dell’intelligenza spaziale:
“Svolgono una funzione centrale nell’intelligenza spaziale le capacità di percepire il mondo visivo con precisione, di eseguire trasformazioni e modifiche delle proprie percezioni iniziali  e di riuscire a ricreare aspetti della propria esperienza visiva, persino in assenza di stimoli fisici rilevanti.” 
Come tutti i tipi di intelligenza, anche quella spaziale è collegata alle altre, ma ha come peculiarità quella di essere legata ad una forma o ad un oggetto, riguarda la capacità di intervenire modificando, ruotando mentalmente, ingrandendo, rimpicciolendo, la figura in questione. Per rendere questo possibile il soggetto crea una immagine mentale interiore come se esistesse realmente sul piano fisico. La capacità di risolvere efficacemente questi problemi è una capacità slegata dalla capacità logica, o da quella linguistica. Anche la capacità di discernere tra forme differenti aspetti analoghi istituendo metafore formali è un’aspetto di questa intelligenza spaziale. Il Visual Thinking, sostiene lo psicologo dell’arte Arnheim Rudolf, è la funzione primaria del processo cognitivo ,“un pensiero veramente produttivo in qualsiasi area della cognizione ha luogo nell’ambito dell’immaginazione visiva”.
Cosa se ne fa il mondo del lavoro dell’arte e dell’intelligenza spaziale? Certamente i manager orientati ad un approccio ortogonale poco o niente. Ma l’attuale crisi ha costretto molti ad uscire dalla zona di confort per trovare nuove soluzioni, per reinventarsi all’interno del mondo del lavoro magari ad un’età in cui le possibilità sembrano assottigliarsi. I momenti di crisi sono momenti di grandi opportunità, Helen Frankenthaler artista di fama mondiale diceva che solo rischiando si è al sicuro. In ambito lavorativo lo spazio per il rischio è nullo, senza un ritorno certo non c’è investimento, ma questo approccio si estende fino al pensare, che strettamente programmato non azzarda voli. Tentativi come il brainstorming sono solo una lontana eco delle potenzialità di un processo artistico. 
Esiste la possibilità di attivare nuove forze e nuove facoltà inerenti alla certificata intelligenza spaziale attraverso corsi artistici mirati. L’utilizzo delle mani, strumento principale nelle arti visive è la porta di attivazione per queste facoltà. Far tacere la mente che traccia solchi sul vecchio è la condizio sine qua non per aprirsi a nuovi punti di vista. Saper vedere un oggetto da diverse angolazioni, poterlo ruotare altro non è che la possibilità di cambiare punto di vista, si muove l’osservatore non l’oggetto, dimostrando struttura e flessibilità. 
Per lavorare artisticamente con la pittura e la scultura entrano in campo un pull di facoltà, tutte insieme, che permettono all’uomo di centrarsi, nel presente e in se stesso, in un senso di completezza, aprendo finalmente un varco per la spirale evolutiva della crescita personale.
Informazioni di approfondimento: http://www.laboratorioathanor.eu/

Nasce Crisalide, raccolta di 14 autori


Crisalide, il malessere economico e sociale attraverso il racconto di 14 autori

A partire da ieri trovate in libreria Crisalide, la felice realizzazione di una mia intuizione. Una sfida nata da una proposta su di un gruppo privato di scrittori in Facebook e colta con coraggio ed entusiasmo dall'editore DrawUp.
Oltre che nell'idea fondativa, in Crisalide ho avuto l'onore di partecipare attraverso la stesura dell'introduzione. Il libro raccoglie 14 racconti scritti da autori straordinari. Si tratta di una lettura molto attuale, che consiglio a chiunque desideri scoprire qualcosa di più sulle numerose crisi (ad esempio quella economica, quella sociale, quella culturale...) e sulle difficoltà che ognuno di noi sta vivendo, non attraverso i classici articoli di stampo giornalistico ma piuttosto leggendo una raccolta di racconti coinvolgenti e appassionati. 

Se è vero che ognuno è tenuto a offrire il proprio contributo alla società sulla base delle proprie capacità e competenze, allora il lavoro svolto dagli autori di Crisalide rappresenta prima di tutto una rivisitazione accattivante di molti temi d’attualità e successivamente un’occasione per riconsiderare in maniera costruttiva il modo in cui viviamo.

Perché leggere Crisalide? Perché a mio parere questa raccolta possiede la rara capacità di prendere per mano il lettore e di accompagnarlo in una metamorfosi, che si svilupperà perseguendo naturali evoluzioni. Proprio come accade alla crisalide, prima di trasformarsi magicamente in farfalla.


Pubblicare un Ebook: Consigli e Strategie

Come pubblicare un ebook? Diverse persone negli ultimi giorni mi hanno contattato per chiedermi consigli e suggerimenti riguardo la pubblicazione di un ebook. Ho pensato di scrivere questo post riassuntivo (per gli approfondimenti rimando ai miei libri), visto che alcuni concetti potrebbero tornare utili anche ai lettori di questo blog.
La prima cosa da evidenziare è che la pubblicazione di un ebook è qualcosa di completamente diverso dai processi che normalmente avvengono con la pubblicazione di un libro cartaceo. Un ebook resta pur sempre un libro, ma a cambiare non sono semplicemente le modalità di pubblicazione e di lettura.
Per prima cosa, gli ebook non vanno fuori stampa. Non leggerete mai out of print nella pagina di vendita di un ebook a meno che l'editore o l'autore non abbiano voluto consapevolmente mettere il libro fuori listino. Questo significa che non avete da gestire i limiti tradizionali dell'editoria cartacea. Non dovrete preoccuparvi di ridurre il numero di pagine per limare i costi di stampa e distribuzione, così come non avrete il problema della tiratura (troppo larga o troppo stretta a seconda della risposta di pubblico).
Il secondo punto da considerare è che gli ebook sono dei prodotti editoriali che nell'immaginario collettivo vengono percepiti come cheap, economici, leggeri e pronti all'uso. Seppure possono esistere delle eccezioni, la maggior parte degli ebook dovrebbe mantenere dei prezzi di copertina inferiori ad un eventuale o ipotetico corrispettivo cartaceo (che può essere anche non presente qualora scegliate il campo digitale come vetrina esclusiva).
Vi svelerò una banalità: i lettori non sono stupidi. Sanno bene che la pubblicazione dell'ebook taglia completamente molti dei tradizionali costi legati al libro cartaceo. Sbagliare su questo punto significa indispettire il lettore potenziale, il che non rappresenta esattamente una grande idea dal punto di vista del marketing.
Per quanto riguarda la stesura, sempre per i motivi sopra citati vi consiglio la leggerezza. Piuttosto che scrivere un ebook da 1000 pagine, vi consiglio di creare 10 ebook brevi da 100. Vi state domandando perchè? Il bello dell'ebook è che può essere letto in mobilità. Puntare sulla coda lunga, creando libri agili, veloci e ben targetizzati vi permetterà di farvi conoscere in modo più semplice, di tenere i prezzi di copertina più bassi e di soddisfare le esigenze di lettura in mobilità dei pendolari e dei lettori che sfruttano i dispositivi mobili per leggere (non solo ebook reader ma anche cellulari e tablet).
Infine, dal punto di vista del marketing: se il libro cartaceo è indirizzato alla massa, l'ebook emerge più facilmente quando si effettua una ricerca precisa sul proprio lettore tipo. Ricordate che quando pubblicate un ebook (a differenza di ciò che avviene con la pubblicazione di un libro cartaceo) vi state rivolgendo ad una nicchia di lettori. Non si tratta necessariamente di uno svantaggio, semplicemente è una modalità diversa d'interagire con il proprio pubblico. 
Tenerlo presente, a partire dalla scelta del titolo e della quarta di copertina, può essere di grande aiuto nell'attività di promozione editoriale, perché vi permetterà di essere trovati con facilità nei motori di ricerca e nelle infinite pagine del web.
Se avete dubbi, domande o perplessità potete utilizzare i commenti di questo blog. Diversamente, non mi resta che augurare buona pubblicazione di ebook a tutti!

Trova il tuo talento! E' arrivato il momento di usarlo!


Questo post è nato inizialmente come un aggiornamento di stato all'interno di un gruppo segreto su FB (dedicato alla scrittura), ma visto come si è evoluto e l'interesse che ha generato penso sia interessante renderlo pubblico e lasciarlo indicizzare sulla rete, aggiungendo qualche ulteriore considerazione.
In queste settimane di vacanze ho ripreso in mano alcuni nuovi libri di Giulio Sapelli, un professore dei tempi dell'università che ho avuto modo di apprezzare moltissimo per il suo coraggio e per l'onesta intellettuale. 
Queste letture (qui potete trovarne alcune) mi hanno fatto riflettere sul ruolo che la nuova cultura digitale può avere per una rinascita del nostro Paese. Cultura digitale non intesa nel senso d'investire in nuove infrastrutture (che pure sarebbero necessarie) ma piuttosto per confermare il fatto che ognuno di noi ha già a disposizione tutte le risorse che gli sarebbero necessarie per realizzare i propri obiettivi, anche se non sempre si è consapevoli di ciò.
Certo, è un'affermazione verso la quale molti storceranno il naso; ma preferisco continuare a credere che non siano le condizioni esterne a creare i problemi ma il modo in cui noi reagiamo a queste. Se mi si dice che ci vuole coraggio a pensarla così aggiungo che ci vuole coraggio anche nell'accettare un futuro monotono, assente e senza prospettive. 
Penso anche che quando un'intera collettività di persone accetta di nascondere e seppellire le proprie paure, allora queste si manifestano all'esterno con problemi ancora più grossi, per ricordarci chi siamo... ed ecco le numerose crisi che abbiamo vissuto in modo esponenziale negli ultimi decenni. 
D'altra parte, oggi abbiamo la possibilità di monetizzare il nostro talento in modi e pratiche che fino a ieri restavano appannaggio dei racconti di fantascienza più elaborati. Ora chi lavora nel campo artistico può sfruttare internet per pubblicare e promuovere un libro in India o negli U.s.a. tramite Amazon, per vendere le proprie cover musicali in GB tramite iTunes, per monetizzare i propri lavori grafici in Giappone tramite Fotolia (sapevate, ad esempio, che i giapponesi vanno letteralmente matti per l'italian style nel campo della grafica?!?).
Vogliamo far ripartire l'Italia? Aiutiamo le persone a ritrovare la fiducia in se stessi e nei propri talenti per sfruttarli al meglio, anche attraverso internet. E' la soluzione a tanti problemi quotidiani, perché far lavorare le persone con il proprio talento significa ristrutturare l'attuale etica del lavoro, basata solo sul tentare di guadagnare la maggior quantità di soldi nel più breve tempo possibile, nonché sul compenso selvaggio. 
Chiaro, non sarà facile! Richiederà grandi sforzi, molte cadute e ad ogni caduta bisognerà rialzarsi con la consapevolezza di aver imparato qualcosa dai propri errori. Ma funziona! Funziona perché oggi esiste uno sconfinato mercato digitale che permette di monetizzare il proprio talento tagliando fuori i troppi intermediari, burocrati e perditempo che prima bloccavano l'accesso al mercato agli artisti emergenti. 
Siamo un Paese che ha nelle capacità e skill artistiche la propria punta di diamante. Tornare al proprio talento significa riscoprire il piacere di mettere se stessi nel quotidiano senza sperare che la situazione si risolva con un nuovo aiuto dall'alto o dall'esterno. 
La crisi non è la causa di condizioni di lavoro stressanti, monotone e mortificanti ma la conseguenza della perdita dell'amor proprio e della mancata ricerca del proprio talento (barattato con titoli astrusi e nuove professioni, che dopo appena pochi anni da quando vengono inventate non hanno più senso di esistere), perpetrata per due generazioni. Teniamolo a mente e cominciamo a cambiare le cose. Il momento migliore per farlo è ora.

Un Artista in azienda di Manuela Metra


Un Artista in azienda: La capacità di vedere nel rischio l’unica possibilità per fare innovazione 
di Manuela Metra (Artista e insegnante)
www.laboratorioathanor.eu

Un artista attraverso l’insegnamento del processo artistico in azienda può dare un grosso contributo allo sviluppo e all’innovazione per creare nuovi posti di lavoro e una vera ripresa economica
Il progetto “Art 4 Business” nasce dall’idea che l’arte possa dare un concreto contributo alla crescita economica attraverso una corrente vitale da iniettare nel business. 
Secondo Clayton Chistensen, autore del libro: “Il Dilemma dell’innovazione” libro che ha influenzato grandi nomi come Steve Jobs, Bill Gates e via di questo passo, il problema dell’ attuale crisi sta nell’insegnamento accademico, fortemente scollato dalla realtà e orientato prettamente al calcolo del rischio. Quanto costa ad un’azienda leader un riposizionamento, quanto comporta una ridefinizione? L’azienda preferisce quello che di sicuro c’è ora piuttosto della gallina domani. Per Gary Hamel, la rivoluzione in azienda passa attraverso una individualizzazione della coscienza del manager, meno dipendente e più in prima persona. 
Le aziende hanno iniziato a strizzare l’occhio al mondo non tanto dell’arte quanto della creatività, attraverso concetti che riguardano il pensiero laterale, De Bono è considerato la massima autorità nel campo del pensiero creativo. 
La mia idea è più specifica, portare in azienda il processo artistico, le leggi che regolano il nascere di un lavoro artistico, attraverso varie fasi che lo caratterizzano. Con corsi specifici, con l’esposizione di quadri in azienda, e con un’interazione tra i due mondi il cui risultato è tutto da scrivere. 
L’approccio prende spunto dal contributo dato da Rudolf Steiner per il rinnovo delle arti, e passa attraverso un lavoro concreto: colori, pennelli, carta, creta, insomma pittura e modellato. Manager che utilizzano slides, presentazioni, che scrivono relazioni, che lavorano con numeri, grafici, che lavorano per obbiettivi, hanno la possibilità di apprendere un nuovo linguaggio, quello artistico e di poter vedere la crescita di nuove facoltà. Starà poi all’individuo trasmigrare l’esperienza nell’ambito specifico della propria professione e sarà sempre un percorso individuale in quanto l’arte chiede di rischiare in prima persona, richiede continue scelte. Creare uno spazio nuovo, nel quale è possibile sbagliare, imparare, conoscere regole ma in libertà è il presupposto per sbloccare nuove energie. La libertà è il presupposto della crescita personale, e sganciare definitivamente l’azione dal risultato è la “condizio sine qua non” per l’innovazione.

[Leggi le FAQ per scoprire come pubblicare i tuoi articoli su questo blog]

Promuovere un libro con il Crowdfunding

Promuovere un libro, o meglio promuovere il progetto di un libro, è da oggi un po' più semplice, grazie all'accordo di Simplicissimus con "Produzioni dal basso". L'idea è di sfruttare il crowdfunding per misurare l'interesse della comunità web verso la pubblicazione di un libro, ma anche per ottenere i fondi necessari per seguire il progetto in maniera professionale e per promuoverlo con successo.
Centrare tutti questi obiettivi contemporaneamente, in un momento come questo caratterizzato dalla crisi economica, potrebbe sembrare troppo anche per un progetto completamente web based. Eppure il nuovo accordo di Narcissus dimostra che spesso le buone idee unite ai mezzi digitali possono riuscire proprio mentre gli editori tradizionali tirano i remi in barca.
Ma che cos'è il crowdfunding? Partiamo da una definizione operativa. Wikipedia ci corre in aiuto (potete leggere la voce completa al seguente link): si tratta di una raccolta collaborativa di denaro attraverso la quale un gruppo di partecipanti decide di sostenere un progetto editoriale con l'obiettivo di sviluppare e promuovere un libro.
Attraverso questa strategia, l'autore può ottenere molteplici risultati contemporaneamente:
  • è in grado di misurare il grado d'interesse verso un progetto editoriale, supplendo alla mancanza diretta dell'editore. In questo senso, è un po' come se l'autore ottenesse una ricerca di mercato gratuita sul proprio lavoro;
  • è in grado di ottenere idee, riscontri e suggerimenti dalla comunità, migliorando ulteriormente il proprio progetto editoriale;
  • è in grado di ottenere finanziamenti diretti da dedicare alla creazione e promozione del proprio libro;
  • è in grado di promuovere il proprio libro [addirittura] prima che questo prenda forma scritta.
Il crowdfunding è quindi un progetto importante perché in grado di sostenere e favorire la produzione culturale indipendente in Italia, slegando gli autori dalle logiche di pubblicazione e di profitto degli editori tradizionali. Oltre a ciò, l'autore è supportato contemporaneamente dalla professionalità di Simplicissumus e da una comunità di persone pronte ad investire su di lui.
L'accordo tra Simplicissimus e produzioni dal basso dimostra che il periodo di grande cambiamento che sta attualmente affrontando l'editoria italiana è ricco di sfide ma anche di opportunità. In questo caso è bastato unire due servizi efficienti per creare una sinergia di cui potranno fortunatamente beneficiare moltissimi autori emergenti.
Segnalo di seguito il link alla pagina di crowdfunding di Narcissus e all'home page di Produzioni dal basso:

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