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Amazon Kindle contro iPad: sfida a colpi di spot pubblicitari



Il caro amico Carlo Lesma (che ringrazio) mi segnala su Facebook il link di un'interessante spot dell'Amazon Kindle, basato su di una pubblicità comparativa indiretta (perché il nome dell'iPad aleggia per tutto il filmato, ma non viene mai citato in modo trasparente). 
Come avviene spesso nella migliore tradizione pubblicitaria americana, lo scopo è l'enfatizzazione dei punti di forza dell'ebook reader: estrema leggibilità dello schermo rispetto ai dispositivi "attivi", leggerezza e praticità del device, ultimo ma non per questo meno importante, prezzo incredibilmente accessibile.
Certo, nello spot si perdono per strada le incomparabili doti di multimedialità che caratterizzano i dispositivi come l'iPad, ma chi ne ha realmente bisogno quando si è seduti nel solarium della piscina o in spiaggia? 
Faziosità o meno delle argomentazioni, è piuttosto interessante notare l'evoluzione della sfida iPad / Kindle a colpi di spot pubblicitari: si tratta della dimostrazione di una forte vivacità del settore e della capacità di un dispositivo come il Kindle di superare la prova mercato, quando in molti lo davano per spacciato all'introduzione dell'iPad.

Apple iPad: oggi è la data che aspettavano tanti in Italia

Dopo una lunghissima ed estenuante attesa, resa ancor più ardua dal rinvio di Apple a causa dei problemi di fornitura, è finalmente arrivato il giorno dal quale è possibile preordinare la propria tavoletta digitale (che ricordiamo verrà spedita solo a fine mese).
Il pulstantino blu con la scritta "avvisami" ben presente sull'Apple Store si è quindi convertito in "pre-ordinami", accompagnato dai prezzi bene in vista a seconda di ogni modello. L'iPad sta per entrare nella case degl'italiani, ed ormai è questione di poche settimane per vedere se il clamoroso successo made in U.s.a. troverà una degna replica anche nel mercato italiano (che certo non è costituito da un popolo di grandi lettori).


Se in america il successo del dispositivo si è giustificato anche con le ottime performance di iBook, il nuovo store per la vendita di libri digitali, in Italia l'iPad potrebbe essere apprezzato più per le proprie doti di navigazione ed intrattenimento multimediale.
Sempre a fine mese (quando inizieranno effettivamente le consegne da parte di Apple) sarà possibile scaricare la versione italiana di iBookStore, e forse avremo i primi dati di vendita sui download di ebooks.
Ricordiamo che il nuovo ebook reader tuttofare della Apple è disponibile a partire da 499,00 € per chi si accontenta della versione solo Wi-Fi da 16GB, e da 599,00 € per chi desiderasse invece la versione base fornita di Modem 3G.

L'iPad vince la sfida con il mercato

Il nuovo gadget tecnologico della Apple sembra aver vinto ormai definitivamente la sfida più importante: quella con il mercato. I consumatori hanno preso letteralmente d'assalto i diversi canali di vendita dell'iPad, tanto che un comunicato ufficiale dell'azienda annuncia la vendita di oltre 300.000 pezzi nello stesso giorno del lancio.
Un risultato migliore anche di quanto ottenuto con il lancio del melafonino, l'Apple iPhone: tutto questo in un clima di scetticismo generalizzato dei principali media italiani, sui quali abbiamo potuto leggere articoli che descrivevano poche file davanti agli apple store statunitensi.
Facile che i giornalisti si siano lasciati ingannare dal riscontro prettamente visivo delle persone davanti ai negozi, senza considerare l'effetto dovuto ai pre-ordini online, che hanno reso futile la fila per chi non doveva far altro che attendere il postino con il proprio iPad nuovo di zecca davanti alla propria porta di casa.
L'altra grande notizia riguarda il nuovo mercato digitale per la vendita di e-book, denominato iBook Store, dal quale (sempre durante il giorno del lancio) sono stati scaricati più di 250.000 ebook. Una vera e propria rivoluzione del mercato, che fa apparire i risultati finora conseguiti dall'Amazon Kindle (l'unico reale player sino a ieri assime a Sony e pochi altri) ancora più incoraggianti e che prospetta un vero e proprio cambiamento di paradigma nel mercato e nel marketing editoriale del 2010.
E' proprio il caso di dirlo. L'iPad viene idrolatato dai propri fan e disprezzato dai detrattori della grande mela, ma la sfida più importante sembra averla già vinta in partenza. Quella del mercato culturale e dell'intrattenimento.

iPad e riviste: lo Stato italiano serve l'assist!

Per gli editori sembra più un incubo cattivo scherzo, ma potrebbe rivelarsi un vero e proprio assist per l'unica piattaforma hardware realmente disponibile in Italia per la distribuzione di riviste su mercati digitali (se escludiamo una difficoltosa distribuzione internazionale dell'Amazon Kindle). I lettori più fedeli lo avranno capito: stiamo parlando dell'Apple iPad, già disponibile negli U.s.a. ed entro la fine del mese anche in Italia.
La notizia è caduta come un fulmine a ciel sereno sul comparto editoriale! Dalla fine di Marzo non saranno più disponibili tariffe postali agevolate per la distribuzione di giornali e riviste. Il problema di fondo è che sulla base di tali tariffe sono stati impostati i piani di abbonamento di migliaia di lettori, con margini di guadagno già limati e limitati dalla crisi economica.
Così, mentre si vedono direttori di giornale ed amministratori delle associazioni di settore più disparate stracciarsi le vesti (qui il comunicato dell'AIE), si ci può ben interrogare sulle strategie che i gruppi editoriali dovranno mettere in campo per contrastare quest'ennesima batosta.
In questo senso, la distribuzione digitale di giornali e riviste sarebbe una vera e propria quadratura del cerchio. Probabilmente i tempi non sono ancora maturi, anche perché bisognerà capire la reale diffusione che hardware come l'iPad avranno nel mercato italiano. Ma se i dati dovessero rivelare un successo simile alla piattaforma iPhone saremmo davvero in presenza di una soluzione fenomenale, tanto da convertire al digitale anche gli editori più restii.
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Apple iPad: il segreto delle 120.000 prevendite

I rumors di questi giorni circa l'iPad confermano le aspettative che si sono alimentate per anni da parte dei fan di casa Apple: oltre 100.000 pre-ordinativi (ma c'è anche chi parla di 125.000) non sono certo noccioline, nonostante ci sia in ballo una delle aziende hi-tech più apprezzate del mondo.
La rete (soprattutto quella italiana) ha risposto rimanendo davvero sbigottita davanti a tali cifre, tanto che ormai la blogosfera pullula di post ed articolo i cui commenti sono divenuti un vero e proprio campo di battaglia tra fanboy di Cupertino e detrattori di quello che definiscono come "iCoso".
Bene, vorrei dirvi la mia! Secondo il mio modesto parere l'iPad è un dispositivo che presenta grossissime opportunità di crescita in Italia, ma che per molti versi difficilmente può essere compreso all'interno del nostro contesto culturale.
Il motivo? Semplicissimo: gli italiani non leggono (ecco una delle tante fonti ANSA)! E' davvero fondamentale ricordare che una percentuale mostruosa di italiani non legge nemmeno un libro all'anno (oltre il 40%): ci sono oltre 20 milioni di non lettori (sigh!) che non riescono nemmeno a concepire l'utilità dell'iPad per loro stessi in un ottica di lettura, e difatti girovagano nei forum chiedendosi in che modo questo dispositivo possa sostituire il proprio computer fisso od il proprio netbook. 
Secondariamente, il fatto di vivere in una società dove anche "chi legge" lo fa per meno di un'ora al giorno, dovrebbe mandare in secondo piano molte critiche sui problemi di stanchezza oculare relativi ad uno schermo di tipo Oled. 
Questi presupposti cadono di valore in un contesto culturale di tipo statunitense, dove esiste un pubblico di lettori molto più esteso ed assiduo e dove il passaggio tra contenuto cartaceo / stampato e digitale risulta molto più semplice e spontaneo (Amazon Kindle docet).
Pertanto, moltissimi americani hanno scelto di pre-ordinare l'iPad attraverso una valutazione (almeno in parte) di tipo utilitaristica, mentre in Italia è ragionevole attendersi una prima tranche di acquirenti attirati più dalla novità di status e branding che dalle effettive funzionalità.

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