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Amazon Kindle: è più importante il contenitore o il contenuto?

La domanda del titolo non è solo una provocazione ma una normale deduzione dopo il polverone sollevato recentemente da Amazon.com. Alla base della diatriba, una lettera inviata dal portalone leader mondiale della distribuzione di libri online. La freccia avvelenata è stata scagliata contro tutti quei siti che permettono la condivisione di ebook su Kindle, il lettore di libri digitali più famoso del mondo.

A raccontare la notizia in modo esaustivo, tra gli altri, vi è un ottimo articolo a cura di Punto Informatico, di cui vi consiglio la lettura per approfondimento.

Ciò che è importante a mio parere sottolineare non è tanto il fatto che un leader di mercato tenti di conservare la chiusura della propria piattaforma distributiva (in modo da massimizzare gli utili derivanti dalle vendite editoriali), quanto la battaglia che si instaura all’orizzonte tra i grandi Store Digitali mondiali.

A livello di marketing culturale, si tratta di uno spostamento epocale del potere di distribuzione e vendita, dalle mani delle corporazioni creative a quelle dei possessori di canali distributivi.

Fattore, quest’ultimo, in grado di dare una grossa mano agli autori indipendenti, che in precedenza erano tagliati fuori dal normale ciclo di produzione culturale. Un segnale debole in grado di dare una indicazione molto forte di quello che potrà accadere in futuro, ma solo per chi possiede la giusta vision su come si sta evolvendo la cultura grazie ad internet.

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Google libri spalancherà le porte dell'editoria on demand?

La notizia è stata annunciata a gran voce da più fonti: Google trova finalmente l'accordo con gli editori americani restii a permettere la pubblicazione in digitale delle proprie opere su Google Books (per chi vuole approfondire, ecco una delle numerose fonti).
In particolare, il motore di ricerca americano pagherà 45 milioni di $ per risarcire i diritti d'autore relativi ai libri rilasciati digitalmente online, ma al contempo ottiene un accordo che gli permetterà d'incassare il 37% dai guadagni derivanti dalle vendite che arriveranno per mezzo del suo sito.
Ed eccoci venuti al dunque: il lato interessante per gli autori indipendenti è infatti un altro. La discesa definitiva di Google nel campo dell'editoria significa la possibilità concreta di foreggiarre non solo gli autori blockbuster. Grazie ad una semplice ricerca sul web, sarà possibile troverare migliaia e migliaia di libri scritti da autori indipendenti che difficilmente sarebbero finiti negli scaffali delle librerie.
Certo Google Books è presente sul mercato in versione beta ormai da qualche tempo, ma solo ora abbiamo la certezza che esso può operare non solo a vantaggio dei piccoli, ma anche in modo perfettamente legale.
Si tratta di una conferma importante per un mercato per molti aspetti ancora molto giovane e quindi bisognoso di investimenti coraggiosi per poter fiorire.



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